In questi giorni si è parlato molto dell’arrivo sul mercato del pc targato Google, un computer con sistema operativo prodotto dallo stesso Google. La notizia sembrava vera, anche in considerazione delle anticipazioni che erano circolate in passato in merito ad un sistema operativo sviluppato da Google in collaborazione con Sun.
L’idea, devo dire, mi era piaciuta molto, tanto da commentare con una mia collega la genialità del marketing di Google. Anche i mercati hanno reagito bene alla notizia, facendo registrare nuovi record. Ed invece ora su theRegister è stata appena pubblicata la smentita ufficiale di Google a queste voci.
Che dire, se fossi stato nei panni di Sergey Brin e Larry Page, una volta visto l’effetto che la notizia aveva avuto sul prezzo loro azioni, invece di smentire la notizia avrei iniziato a costruire un pc con relativo sistema operativo in tempi record.
Ma purtroppo io non sono loro .
Google pc: la smentita ufficiale!
Link popularity e PR.
Nel mio precedente articolo ho elencato le caratteristiche principali che contribuiscono a costruire il “valore” di un link. Cercherò, ora, di individuare i principali step necessari all’implementazione di una buona campagna di link popularity.
Come punto di partenza è necessario individuare dei siti che trattino argomenti affini al nostro, che siano ben costruiti, che abbiano dei contenuti originali e che godano della “fiducia” di Google.
Molto spesso come metro di giudizio di un sito viene utilizzato il suo PR, o meglio il valore che Google ci mostra mediante la toolbar. Premesso che questo valore non rappresenta il valore reale, non fosse altro perché viene aggiornato all’incirca ogni 2/3 mesi mentre quello reale è aggiornato quotidianamente, il page rank può e deve essere solo un valore indicativo ma non l’unico utilizzato per l’analisi di un sito. Anzi avere un link da un sito nuovo, anche con PR 0, ma ben costruito e con contenuti originali può rivelarsi un ottimo investimento .
Nell’analisi di un sito bisogna, quindi, tenere in considerazione molti fattori:
- originalità è qualità dei contenuti.
- struttura dei link e codice html.
- numero di pagine indicizzate.
- numero di backlink e qualità dei siti che lo linkano.
- Storico del sito(spesso ci si imbatte in domini scaduti e subito registrati da altri che vivono su questo business)
Prima ho affermato che bisogna individuare dei siti che trattano argomenti affini al nostro, attenzione con questo non intendo dire che bisogna rivolgersi ai nostri competitor, ma solo individuare delle aree che possano essere correlate alle nostre ma non in diretta competizione. Ad esempio per posizionare un sito per la key “Hotel Roma”, potrei pensare di rivolgermi a siti che parlano degli eventi nella capitale, oppure a directory che censiscono i locali della città oppure ancora a siti di associazioni laziali ecc.
Una volta individuate le aree di interesse possiamo effettuare delle ricerche su Google per le key attinenti, selezionare i siti posizionati meglio e scrivere ai loro webmaster o amministratori e chiedere se vi sono possibilità di sviluppare delle partnership tra i nostri progetti(la soluzione ideale sarebbe, però, riuscire ad evitare link reciproci).
Ah naturalmente dimenticavo il consiglio migliore, anche se ripetitivo, è sempre lo stesso: avere dei buoni contenuti incentiva la nascita di link spontanei al nostro progetto, quindi scrivete, scrivete e scrivete!
Ma quanto pesa un link?
Oltre ai fattori interni ad un sito sito (struttura, contenuti, anzianità ecc.), vi sono altri elementi che influenzano in modo importante il posizionamento sui motori di ricerca, tra questi un posto di assoluta importanza è occupato dalla link popularity, ossia il numero di link risiedenti su altri siti, che puntano al nostro progetto.
Il concetto di base è molto semplice: se un sito riceve molti link da altri domini, vuol dire che ha dei contenuti importanti ed originali, quindi va premiato.
Negli ultimi anni si è, però, abusato di questo fattore, sono nate molte link farm, ossia network di siti che grazie ad un forte scambio di link tentano di scalare le serp ed aumentare il page rank.
Ma, fortunatamente, ad oggi questa tecnica non da più i frutti sperati.
Non tutti i link hanno la stessa importanza, il peso che viene loro assegnato da Google dipende da vari fattori:
- Attinenza: tanto più il sito che ci linka tratta argomenti correlati al nostro, tanto più il link sarà ritenuto importante.
- Reciprocità: un link reciproco tra 2 siti diminuisce il peso di questi ultimi
- Indirizzo IP: un link proveniente da siti che risiedono sul nostro stesso server, o su uno stesso server avranno un peso minore per il MDR.
- Anchor text: più il testo del link che punta al nostro sito sarà attinente ai nostri contenuti, tanto più il link avrà valore.
- Autorità: il peso del link è proporzionale all’importanza del sito che ci linka.
- Pagina di provenienza: il PR trasmesso da un link è relazionato al PR della pagina in cui risiede ed inversamente proporzionale al numero di link esterni presenti nella pagina.
- Velocità di propagazione: lo sviluppo di numerosi link esterni al nostro sito, in un piccolo lasso di tempo, provoca dei sospetti sulla spontaneità di questi ultimi, riducendone, il peso. (Le famose pagine utilizzate per scambio link come: “siti amici”, “patner”, “link” sono spesso inutili.)
- Natura del link: un link per essere ben visto dai MDR non deve contenere l’attributo rel=”nofollow” e deve puntare direttamente al nostro sito e non a pagine di redirezione.
Propositi per il 2006.
Come da tradizione, con l’arrivo del nuovo anno, è giunto il momento di stilare la lista delle cose da dimenticare e dei progetti che mi piacerebbe si realizzassero.
Tra le cose che mi auguro di non vedere nel 2006, lavorativamente parlando, le principali riguardano alcune tipologie di discussioni tenute nei forum del settore.
In particolare:
- Post sul presunto comportamento ingiusto degli editori ODP e più in generale sull’utilità di DMOZ(non voglio qui discutere sulla possibilità che qualche editore, tra i tanti, possa favorire o meno un suo progetto, quanto sulla discutibile tendenza a lamentarsi e pretendere determinati comportamenti e tempi celeri, da un servizio che, tuttora, viene offerto gratuitamente a tutti noi).
- Interventi del tipo “penalizzato ingiustamente da google”: la maggior parte delle penalizzazioni e bann effettuati da google sono figli del funzionamento del suo algoritmo e pertanto non hanno assolutamente carattere random né tanto meno sono di parte. Quindi, se davvero si è stati penalizzati ingiustamente, cosa estremamente rara, invece di lamentarsi andiamo ad analizzare con attenzione le caratteristiche del nostro sito ed individuiamo quali peculiarità possono esserne la causa. Quando mi piacerebbe non vedere più discussioni del tipo:”sono stato penalizzato perché ho aggiunto un <h1> ed un <b>”
Tra le cose che, invece, spero si sviluppino nel 2006:
- Un atteggiamento più propositivo verso le “tecniche” che puntano ad un posizionamento nel lungo periodo, e non scorciatoie che tutti noi conosciamo e che lasciano il tempo che trovano. (Devo dire che in questo, più che in altri settori, ho trovato una tendenza ad improvvisare che ancora non sono riuscito a spiegarmi).
- Una massiccia crescita di Msn e Yahoo nei confronti di Google. Sono convinto che una concorrenza vera tra questi colossi, possa portare dei benefici a tutti e servirebbe a riportare Google con “i piedi per terra”.
P.S : auspico anche una crescita incredibile dei miei progetti e del mio stipendio, ma questo è un altro discorso
Auguri di buon Natale!
Ormai ci siamo, domani è il mio ultimo giorno di lavoro prima delle festività natalizie.
Nei giorni che verranno il mio principale obbiettivo sarà quello di tentare di posizionarmi nel miglior modo possibile a tavola, in modo da riuscire a mangiare le porzioni più grandi!
Prima di congedarmi per questi, ahimè, pochi giorni, ringrazio tutti voi che mi avete seguito in questa mia nuova avventura in rete e vi auguro un
Buon Natale e felice anno nuovo!
(P.S. mi raccomando se esagerate con l’alcol non mettetevi alla guida finchè non sarete riusciti a decifrare l’algoritmo di Google!)
Che lavoro fai?
Questa sera mi sono trovato di fronte ad uno dei problemi più ricorrenti della mia vita: spiegare come mi pago da vivere.
E’ incredibile come una delle domande più semplici e banali che due persone possono rivolgersi in una normale conversazione, si trasformi in un ostacolo insormontabile! Vi dirò che, ormai, tentare di cogliere l’espressione di imbarazzo e di curiosità che si dipinge sul volto del mio interlocutore quando alla domanda che lavoro fai rispondo il SEO, è diventato uno dei miei hobby preferiti . Ma il bello deve ancora venire: dopo aver superato questo primo attimo di incertezza, devo pur tentare di fornire al mio nuovo amico una risposta soddisfacente. Ho smesso di dire mi occupo di una branca del web marketing, perché troppo spesso mi hanno scambiato per un call center. Ed allora inizio con frasi del tipo:”hai presente i motori di ricerca? Google? Bene io tento di posizionare i siti dei miei clienti nei primi posti dei risultati per le parole che interessano il suo business”. Che dite ora il mio interlocutore avrà capito meglio il mio lavoro?!?
Ok ci rinuncio: mi occupo di siti internet .
A questo punto un domanda mi assilla: ma non staremo sbagliando tutto? È possibile che un ingegnere aerospaziale non debba spiegarmi la sua professione, ed io invece si? Forse il primo passo da fare, se vogliamo incrementare il mercato del Search Engine, è far sapere della sua esistenza. Ma perché tutti sanno dell’esistenza del marketing, del packaging della pubblicità su stampa, dell’esistenza di internet e persino dei banner pubblicitari, ma pochissimi conoscono l’esistenza e le possibilità offerte dal SEM?
Eppure, per sua natura, per i suoi costi, per la possibilità di pagare per contatti ottenuti realmente e per le nuove possibilità di localizzare geograficamente la comunicazione, l’attività di promozione on line potrebbe rivelarsi utile non solo per le grandi e medie aziende ma anche, e forse soprattutto, per le piccole attività.
Allora che dire: Comunicate gente! Andate e diffondete la sapienza
Arriva la Spammolitica!
Doveva succedere ed è successo! Lo spam ha contagiato anche la comunicazione politica italiana.
In verità, dopo vari anni di lavoro, pensavo di averle viste tutte in fatto di spam, invece ancora una volta le “menti geniali” del marketing sono riuscite a sorprendermi! Dopo due giorni dall’ufficializzazione della candidatura di Letizia Moratti a sindaco di Milano, apprendo che l’agenzia di comunicazione che cura la sua candidatura , stradario di Milano alla mano, ha acquistato oltre 4000 domini relativi ai nomi delle strade del capoluogo Lombardo. Il nuovo “Network Moratti” comprende, così, domini che vanno da Piazza Lima a Piazzale Loreto . I domini in questione riportano tutti un blog, all’apparenza tematizzato, sulla via contenuta nel nome del sito.
Che dire lo spam non smette mai di stupire, dalle serp dei MDR ora è entrato anche in politica! Chissà se basterà un buon algoritmo per eliminarlo
Scopriamo la Fidelizzazione!
Le attività di posizionamento di un sito web devono essere viste solo come una parte della strategie globale di web marketing. Dopo avere veicolato del traffico sul nostro progetto, infatti, dobbiamo far percepire ai nostri utenti la qualità ed il valore aggiunto dei servizi offerti, in modo da spingerlo a ritornare e, nel migliore dei casi, a consigliare il nostro sito ai propri amici.
Ho cercato di stilare una lista dei punti che ritengo fondamentali per una attività di fidelizzazione:
- Utilizzare una grafica ed un linguaggio in linea con i gusti del target al quale ci si rivolge.
- Fare sentire l’utente seguito e coccolato durante la navigazione.
- Creare molti momenti e possibilità di feedback. Non limitiamo l’area contatti alla sola possibilità di inviare una email, ma creiamo delle sezioni come Faq,problemi ricorrenti, possibilità di iscrizione alla newsletter e implementiamo una form di contatti con campi predefiniti(non tutti lavorano dalla propria postazione e non tutti hanno configurato l’outlook
).
- Utilizzare la stessa linea grafica nelle diverse aree del sito, in modo da creare una continuità di navigazione per l’utente.
- Riportare in ogni pagina, in modo chiaro ed evidente, i link alla home ed alle aree principali, evitando così di provocare del senso di frustrazione nell’utente che non riesce a muoversi con libertà all’interno del nostro sito. Dove possibile prevedere anche un link che permette di ritornare alla pagina precedente.(lo so, c’è il tasto indietro del browser, ma recenti statistiche dimostrano che è ancora poco usato
)
- Ospitare, ove presenti, delle campagne banner o altre attività di pubblicità, in linea con i contenuti trattati.
- Evidenziare in modo chiaro i punti di forza del nostro servizio rispetto ai competitor.
- Esaltare le caratteristiche di novità ed esclusività del servizio offerto.
- Non riempire le newsletter di pubblicità, ma comunicare davvero i nostri servizi e le eventuali offerte del momento.
P.S sul tema delle newsletter mi aspetterei un buon intervento dall’amico Alessandro, sicuramente molto più preparato di me sull’argomento
Forse cercava Voli Berlino!
Una delle attività che più mi piace e incuriosisce del mio lavoro è l’analisi delle query che gli utenti effettuano nei MDR. Durante questa fase si possono dedurre interessanti osservazioni sui vari settori in cui si opera e sul linguaggio del target di riferimento.
In un mio scorso articolo, avevo parlato di una evoluzione nel modo di effettuare le ricerche, arrivando ad ipotizzare la fine delle Keyword secche.
Non nego, che a volte, mi sono trovato di fronte a delle keyword molto “originali” a cui mai avrei pensato nella fase di scelta delle parole chiave su cui puntare il posizionamento del sito.
A questo proposito, ieri penso di essermi imbattuto nella più divertente e singolare query che io abbia mai incontrato: “la Luciana deve andare a Berlino, quanto costa?”.
Innanzi tutto complimenti alla signora in questione per la fantasia , anche se devo dire che la capacità di sintesi non deve essere una delle sue qualità migliori . Spero per lei che sia riuscita a trovare quello che cercava!(i risultati dei collegamenti sponsorizzati erano sicuramente più attinenti rispetto a quelli del natural search). Questo divertente episodio, però, mi ha fatto riflettere ancora di più sull’importanza della fase di scelta delle parole chiave su cui impostare l’indicizzazione di un progetto web. Come già ho accennato in un precedente post, il posizionamento di un sito non dovrebbe mai poggiare solo su poche key principali, ma ad esse dovrebbero essere affiancate una serie di keyword secondarie, che si ottengono, per dirla alla maniera di un mio ex professore universitario, stressando il concetto che vogliamo esprimere e, naturalmente, da un’analisi dello slang del nostro target a cui intendiamo proporci.
Per onestà, però, devo ammettere che anche con una lunga ed attenta fase di analisi delle key, mai sarei arrivato alla query della signora Luciana .
Consigli sul come sconfiggere la Sandbox.
Molte sono le opinioni, spesso discordanti tra loro, riguardanti la Sandbox.
Riassumendo in breve quest’ultima dovrebbe essere un filtro, oppure un effetto derivante da vari filtri, che penalizza un nuovo sito nelle serp di Google per un periodo più o meno lungo a seconda della competitività dell’area in cui questo opera.
Lo stesso Mutt Cutts, in una recente intervista, alla domanda sulla effettiva esistenza di detto fenomeno risponde: “there wasn’t a sandbox, but the algorithm might affect some sites, under some circumstances, in a way that a webmaster would perceive as being sandboxed. So, for some sites, in effect there IS a sandbox”.
Non pretendo certo io di fare chiarezza sulla Sandbox, ma sicuramente negli ultimi tempi posizionare un nuovo sito su Google è diventato molto più difficile. Naturalmente si sprecano, anche, numerose opinioni su come evitare questa penalizzazione. In molti suggeriscono, tra questi anche io , che dei frequenti aggiornamenti, dei contenuti originali ed una buona campagna di link popularity aiutino i nuovi siti a scalare con più facilità le serp di Google.
Questa sera, però, spulciando tra i blog che seguo quotidianamente, ho trovato una nuova tesi sul come sconfiggere la sandbox, che mi ha molto incuriosito.
Sarei curioso di sapere le vostre opinioni a riguardo.